Cambio Mansione per Motivi di Salute

Nell’ambito di un’intera carriera lavorativa può capitare di trovarsi in difficoltà fisiche o psicologiche tali da dover richiedere al datore di lavoro il cambio mansione per motivi salute, un diritto del lavoratore che è anche un dovere dell’azienda. Infatti, appare alquanto plausibile, soprattutto per determinati tipi di lavoro, che il passare degli anni e soprattutto alcune malattie che possono sopraggiungere, rendano impossibile o troppo difficoltoso continuare a svolgere le stesse mansioni di sempre. Ad esempio, se per problemi alla schiena non si riesce più a svolgere turni di lavoro in piedi si può chiedere di essere assegnati a lavori d’ufficio da svolgere seduti. Oppure se la mansione prevede di sollevare carichi pesanti e ad un certo punto ciò non risulta più possibile per problemi fisici.

Quando si Richiede il Cambio Mansione per Motivi di Salute?

Qualora, ad un certo punto, si dovesse verificare tale situazione, il lavoratore può richiedere formalmente al datore di lavoro di essere assegnato ad altre mansioni, comunicando in forma scritta la nuova situazione di inidoneità fisica e la relativa richiesta. Dal punto di vista del datore di lavoro, sussiste un dovere nel venire incontro alle esigenze del lavoratore, soprattutto quando si tratta di motivi di salute, che quindi esulano da una volontà propria, cercando posizioni e mansioni libere in azienda che possano essere svolte dal lavoratore in difficoltà e compatibili con l’esperienza e le capacità del lavoratore stesso.

L’obbligo di Ripescaggio e Cambio Mansione per Motivi di Salute

Questo obbligo in capo all’azienda viene definito ripescaggio. In pratica, il datore di lavoro, se riceve una richiesta di cambio mansioni per motivi di salute, deve verificare che in azienda esista la possibilità di assegnare il lavoratore a mansioni che può svolgere nella sopraggiunta situazione effettiva. Solo se effettivamente non esiste tale possibilità e il lavoratore non riesce a continuare a svolgere i propri compiti, quest’ultimo può essere licenziato.

Il rischio per il lavoratore dunque esiste e la giurisprudenza non lo esclude, dato che non è previsto l’obbligo per il datore di lavoro di effettuare uno stravolgimento della sua attività per consentire la creazione di mansioni adatte ma solo di verificarne l’esistenza o meno nella struttura operativa in essere. In assenza di obblighi normativi, dovrebbe prevalere il buon senso da entrambe le parti, sia nella valutazione di mansioni adeguate che nel prender atto della loro effettiva mancanza.

In questo senso può rivelarsi utile farsi assistere da un esperto oppure richiede una consulenza nel caso in cui si riceva una lettera di richiesta per il cambio mansione per motivi di salute al fine di valutare attentamente e concretamente la soluzione migliore.