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Cause e fattori di rischio della Leucemia Linfatica Cronica

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La Leucemia Linfatica Cronica (LLC) è la forma di leucemia più comune nei Paesi occidentali e ogni anno colpisce 5 persone ogni 100.000. Attualmente rappresenta il 30% di tutti i casi di leucemia.

È una malattia tipica dell’età anziana, tanto che l’età media alla diagnosi è intorno ai 70 anni. Può colpire anche persone più giovani, ma è piuttosto rara una diagnosi in soggetti di età inferiore ai 40 anni.

LLC: un tumore ematologico

La LLC rientra nella categoria dei tumori ematologici ed è caratterizzata da un accumulo di linfociti B maturi nel sangue, nel midollo osseo e negli organi linfatici, come la milza e i linfonodi. I linfociti B sono una tipologia di globuli bianchi e hanno un ruolo fondamentale nella risposta immunitaria dell’organismo.

La maggior parte dei casi di Leucemia Linfatica Cronica ha un decorso piuttosto lento e una sintomatologia piuttosto blanda che porta generalmente a trascurarla.

In molti casi, la malattia viene diagnosticata incidentalmente nel corso di esami del sangue eseguiti per altre motivazioni o magari perché si è notato un linfonodo ingrossato nelle ascelle, nell’inguine o nel collo.

Segni e sintomi

Tra i segni e i sintomi che si possono notare si ricordano la febbre solitamente non superiore a 38 °C per almeno due settimane senza che ci siano evidenze di processi infettivi, significativa perdita di peso non volontaria nei precedenti 6 mesi, notevole affaticamento e profuse sudorazioni notturne per almeno un mese senza evidenza di infezione.

Altre possibili manifestazioni sono ingrossamento dei linfonodi (linfoadenopatie), ingrossamento della milza (splenomegalia) e, seppur più raramente, ingrossamento del fegato (epatomegalia). A causa dell’ingombro del midollo osseo da parte dei linfociti leucemici, la malattia si può presentare anche con delle alterazioni delle altre cellule del sangue all’emocromo: a causa della riduzione dei neutrofili, aumenta la suscettibilità alle infezioni, mentre l’abbassamento di emoglobina e/o piastrine determina, rispettivamente, sintomi e segni tipici di anemia e/o piastrinopenia.

Leucemia Linfatica Cronica: le cause e i fattori di rischio

Attualmente la Leucemia Linfatica Cronica è una malattia a eziologia sconosciuta, vale a dire che non sono note con certezza le cause che ne determinano l’insorgenza. Tuttavia sono stati individuati alcuni fattori di rischio:

  • età: la LLC è una malattia che nella maggioranza dei casi insorge dopo i 60 anni;

  • sesso maschile: gli uomini sono colpiti in misura quasi doppia rispetto alle donne;

  • storia familiare: avere una storia familiare con parenti di primo grado colpiti da leucemia linfatica cronica o altre malattie linfoproliferative può aumentare le probabilità di sviluppare la LLC;

  • etnia caucasica: nelle popolazioni caucasiche la LLC è più comune rispetto a quanto si riscontra nelle popolazioni asiatiche;

  • esposizione prolungata a determinate sostanze chimiche: un’esposizione cronica a pesticidi, erbicidi e altre sostanze chimiche industriali è associata, in letteratura, a un aumento del rischio di sviluppare la malattia;

La gestione della malattia

La Leucemia Linfatica Cronica è una malattia a decorso lento e, una volta diagnosticata, nella maggior parte dei casi la strategia che viene adottata è quella della “sorveglianza attiva”, nota anche come “watch and wait”, vale a dire “si osserva e si attende”, verificando l’andamento della malattia attraverso controlli effettuati periodicamente. Un eventuale trattamento sarà intrapreso soltanto se la malattia passa dalla fase asintomatica a quella sintomatica o vi sono altri segni di progressione. È lo specialista che ha in carico il paziente che valuta se e quando è necessario iniziare il trattamento.

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