monitoraggio ossimetria

Iniziamo col chiarire il concetto di ossimetria, o meglio conosciuta come saturimetria, in poche parole consiste nella misurazione della quantità di ossigeno presente nel sangue arterioso, misurata attraverso l’impiego di uno strumento elettronico denominato ossimetro o saturimetro. 

L’ossimetria consente di valutare velocemente, il livello di ossigenazione del paziente, che correla direttamente con la sua funzionalità respiratoria e può essere misurata anche a casa tranquillamente. 

Quindi, si tratta di un esame diagnostico rapido, di facile esecuzione, assolutamente privo di rischi e di controindicazioni e non richiede preparazione del paziente, essendo il tempo necessario al rilievo della saturazione ossiemoglobinica e della frequenza cardiaca istantanea. 

Ma vediamo più precisamente di cosa si tratta e a cosa serve.

Ossigenazione sanguigna: di cosa si tratta?

Come già detto, l’ossimetro digitale, o saturimetro, rileva e controlla la quantità, definita in percentuale, di emoglobina legata all’ossigeno nel sangue. 

Questo dato, correla in modo diretta con la quantità di ossigeno disciolto presente nel sangue arterioso, attraverso una curva cosiddetta a “S italica”, che rappresenta una funzione matematica, definita curva di dissociazione dell’emoglobina.

In questo modo, sarà possibile non soltanto, conoscere il livello di disponibilità dell’ossigeno che ha il paziente in un determinato momento, ma anche quello di aggiornare i dati in tempo reale, grazie alla rapidità di risposta dell’apparecchio e alle mutate condizioni del soggetto. 

Quindi, tale apparecchio, viene semplicemente collegato al dito del paziente, attraverso una pinza e consente di rilevare, con modalità assolutamente non invasiva e indolore, la frequenza cardiaca e il livello di saturazione in ossigeno dell’emoglobina, evitando in tal modo di dover procedere al più doloroso prelievo di sangue arterioso dall’arteria radiale del polso, meglio conosciuto come emogasanalisi.

Ossimetria: quali sono i valori normali?

I valori di riferimento della saturazione di ossigeno nel sangue, oscillano tra 97% e 99% nei soggetti sani. 

Solitamente, è possibile interpretare il risultato in questo modo:

  • Risultato pari al 100%, ottenuto senza una somministrazione artificiale di ossigeno, può essere indicativo di iperventilazione
  • Risultato sopra il 96%, è considerato del tutto normale
  • Risultato tra il 95% e il 93%, è indicativo di possibili problemi di ossigenazione, ovvero parziale carenza di ossigeno
  • Risultato tra il 92 e il 90%, significa che l’ossigenazione è insufficiente ed è consigliabile sottoporsi all’emogasanalisi
  • Risultato al di sotto del 90%, significa che è presente una grave carenza di ossigeno che richiede l’immediata esecuzione di un’emogasanalisi e capire le possibili cause

Ma vediamo insieme quali potrebbero essere le cause:

  • Asma
  • Cancro ai polmoni
  • Broncopneumopatia cronica ostruttiva
  • Altitudine
  • Intossicazione da anidride carbonica
  • Sindrome da distress respiratorio
  • Enfisema
  • Anemia
  • Ostruzione fisica delle vie aeree
  • Sindrome delle apnee ostruttive nel sonno
  • Pneumotorace
  • Polmonite
  • Edema o embolia polmonare

Quindi, è fondamentale monitorare costantemente i valori di saturazione dell’ossigeno, sia in ambito domestico che in corso di emergenze sanitarie o durante interventi chirurgici di ogni genere, così da valutare rapidamente la necessità di ricorrere alla ventilazione assistita. 

La misurazione è essenziale anche per valutare l’efficacia delle terapia farmacologiche o di altri trattamenti, intrapresi per riportare la saturazione di ossigeno a valori normali, o per la cura di diversi malattie o patologie.