proprietà curative della melissa

La melissa, nome scientifico Melissa Officinalis, è una pianta proveniente dall’Asia Occidentale, nel bacino del Mediterraneo, erbacea perenna della famiglia delle Labiateae. 

Viene solitamente utilizzata, con efficacia, nelle somatizzazioni viscerali dell’ansia, avendo un duplice ruolo di antispastico e sedativo al tempo stesso. 

Inoltre, alla melissa vengono attribuite proprietà carminative, antivirali, antiossidanti e anti ormonali. 

La melissa contiene come costituenti chimici, flavonoidi, derivati dell’acido caffeico e clorogenico, acido rosmarinico, triterpeni, olio essenziale, sostanze amare, polisaccaridi, mucillagini e glicosidi.

Si tratta di componenti, che uniti insieme, apportano notevoli benefici per chi li assume, ma vediamo insieme quali sono e se esistono controindicazioni.

Melissa: a cosa serve?

Esistono molte erbe e piante, che se assunte, apportano notevoli benefici al nostro organismo, è il caso anche della melissa. 

In molti, però, si chiedono: ma quali sono questi effetti benefici?

Le foglie di melissa, ricche di olio essenziale, che conferisce alla pianta un aroma gradevole e il sapore del limone, sono impiegate negli stati d’ansia con somatizzazioni a carico del sistema gastroenterico.

L’utilizzo della melissa è anche approvato per il trattamento di stati di insonnia, grazie alle proprietà antispastiche e sedative di cui questa pianta dispone. 

Come detto in precedenza, la melissa si è rivelata particolarmente efficace nel contrastare l’ansia accompagnata da somatizzazioni viscerali, quindi il suo utilizzo è utile quando si è in presenza di colon irritabile, gastrite, nausea, vomito, dispepsie biliari, mal di testa, tremori, vertigini psicogene e tachicardia.

Alcuni studi, inoltre, hanno dimostrato come la melissa, più precisamente il suo estratto, sia in grado di esercitare un’azione protettiva contro i danni provocati dallo stress ossidativo. Tali proprietà antiossidanti, molto probabilmente, sono imputabili all’acido rosmarinico in essa contenuto.

Inoltre, pare che l’acido rosmarinico sia anche il responsabile dell’attività antivirale che la melissa esercita sull’Herpes simplex virus (o HSV).

Infine, piuttosto recentemente, sono stati svolti studi per indagare le potenziali proprietà antitumorali della melissa. Da uno di questi studi è, infatti, emerso che l’estratto idroalcolico della melissa è capace di inibire la proliferazione di alcuni tipi di cellule maligne.

Pianta della melissa: alleato vincente contro ansia e insonnia

La melissa può essere utilizzata per contrastare stati d’ansia perenni, associati a somatizzazioni viscerali e contrastare quindi anche l’insonnia, grazie alle proprietà sedative e antispastiche di cui è dotata.

In linea di massima e in modo generico, per preparare un infuso a base di melissa per il trattamento dei suddetti disturbi, si consiglia di utilizzare 1,5-5 grammi.

In commercio, inoltre, sono disponibili diverse preparazioni a base di melissa con indicazioni per il trattamento di questo tipo di disturbi. Pertanto, si raccomanda di seguire le indicazioni del medico o riportate sulla confezione o sull’etichetta del prodotto che s’intende utilizzare.

Inoltre, non è raro trovare preparazioni all’interno delle quali la melissa si trova in associazione ad altre piante medicinali che ne completano ed esaltano le proprietà.

Attenzione: la melissa va utilizzati solo per fini terapeutici, con preparazioni definiti e in base al soggetto e al principio attivo. 

  • Quali sono le controindicazioni?

La melissa, pur essendo una pianta, può presentare comunque effetti collaterali, se assunta in grandi quantità, arrivando a ribaltare la situazione, così da far verificare un risultato opposto a quello desiderato. 

Inoltre, si deve evitare l’assunzione in soggetti con glaucoma, patologie tiroidee, oppure in caso di ipersensibilità accertata.

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