alluce valgo dolorante

L’alluce valgo è una patologia, caratterizzata dalla deformazione del primo dito del piede, che appare deviato lateralmente verso le altre dita, con conseguente sporgenza mediale del primo osso metatarsale. 

Si tratta di una condizione molto comune, in modo particolare nelle donne e il progredire della patologia, può provocare dolore anche intenso e una limitata capacità di muovere l’alluce, e portare così a diverse deformazioni più o meno invalidanti.

Nei casi più gravi la deviazione può portare a un vero e proprio accavallamento dell’alluce stesso con il secondo dito del piede. In questo modo, la pelle che ricopre l’articolazione interessata può apparire rossa e dolorante. 

La deformazione, viene anche definita in gergo comune “cipolla”, in quanto, la deviazione laterale dell’alluce, a livello dell’attaccatura del dito, la ricorda. 

Cerchiamo adesso di capire quali sono i sintomi, le cause e i possibili rimedi per la cura della deviazione.

Alluce valgo dolorante: quali sono sintomi e cause?

In molti si chiedono, come fare a riconoscerlo e quali sono le cause principali?

Allora, è bene dire, che si tratta di una condizione piuttosto comune, che potrebbe capitare a chiunque e sicuramente non pericolosa ma notevolmente fastidiosa.

Solitamente, però, è più comune nel sesso femminile e tende a comparire, con maggiore incidenza, in età matura. 

Le cause possono essere:

La sintomatologia, invece, può variare da persona a persona, alcuni pazienti infatti, lamentano dolore al secondo dito, piuttosto che all’alluce, mentre altri riferiscono di provare dolore, pur senza avere deformità evidenti. 

In linea generale, comunque, l’alluce valgo è caratterizzato dalla presenza di diversi sintomi quali:

Ad ogni modo, anche se non pericoloso per la salute, l’alluce valgo non va sottovalutato, perché può comportare lesioni ossee, ulcerazioni, callosità e se, particolarmente grave, un’alterazione della dinamica del piede. Infatti, se non curato o curato in modo non corretto, con il tempo, il disturbo può evolvere in una vera e propria sindrome posturale.

Come correggere l’alluce valgo?

impacchi con ghiaccio
fisioterapia conservativa
plantare

Il trattamento conservativo dell’alluce valgo si avvale di misure per alleviare la sintomatologia a carico del piede, che tuttavia non sono in grado di far regredire la deformità stessa o di migliorare l’aspetto estetico del piede.

Sicuramente, esistono diverse misure e accortezze per la gestione dell’alluce valgo, come evitare le attività che costringono a stare in piedi per lunghi periodi, fare impacchi di ghiaccio giornalieri o anche più volte al giorno, scegliere calzature adeguate, indossare plantari e ortesi su misura, praticare trattamenti fisioterapici mirati e nei casi più gravi, seguire una cura farmacologica o una terapia iniettiva.

Ma cosa fare se tutte queste misure preventivo o di correzione non sono efficaci?

In questi casi, è consigliata la chirurgia, ovvero un intervento chirurgico mirata alla correzione della deformità.

Alluce valgo: quando intervenire chirurgicamente?

La chirurgia è l’unica opzione valida per correggere l’alluce valgo. Il trattamento chirurgico può essere raccomandato se le misure convenzionali non riescono a fornire sollievo, se il disturbo provoca molto dolore se interferisce con le attività quotidiane.

Per raggiungere il miglior esito, possono essere pianificate diverse tecniche chirurgiche: alcune agiscono sull’osso, altre sui tessuti molli.

Lo scopo del trattamento chirurgico consiste nel restituire all’alluce la sua posizione anatomicamente corretta.

Il tipo di intervento a cui si ricorre più frequentemente è denominato osteotomia (percutanea o a cielo aperto). Questa tecnica chirurgica viene eseguita in anestesia locale e prevede l’esecuzione di alcuni tagli sull’osso praticati per permettere la correzione della deviazione del metatarso. L’osteotomia consente un rapido recupero funzionale. 

Molte procedure di correzione dell’alluce valgo possono essere eseguite in regime di day hospital, quindi non è necessario il ricovero ospedaliero.