mal d'amore

Si sa, solo chi ha veramente sofferto per amore, almeno una volta nella vita, conosce il dolore che si prova quando finisce una relazione. 

Si tratta di una vera e propria sofferenza, non solo mentale, ma anche e soprattutto finisca, che riesce a impedire di mangiare, pensare e vivere la vita come si dovrebbe. 

La stessa scienza si è interrogata e ha indagato sugli effetti, quelli negativi, causati dall’organismo quando finisce una storia d’amore. 

Diversi studi hanno infatti portato alla luce, una serie di meccanismi che scaturiscono quando la vita amorosa di una persona va a rotoli.

A quanto pare, il grande dolore provocato da una separazione amorosa nasce negli antri più nascosti del cervello, e, per molti scienziati, potrebbe risalire alle dinamiche ataviche alla base dell’evoluzione della specie umana. 

Infatti, secondo le ricerche condotte dai scienziati, è stata dimostrata una maggiore attività nella VTA, l’area tegmentale ventrale, un’area del cervello nella quale sono presenti le emozioni dell’innamoramento e del piacere sessuale, ma anche del senso di soddisfazione che si prova quando la fame, la sete o addirittura quando si diventa dipendenti dalle droghe.

Per questo l’amore, innescherebbe una serie di meccanismi, simili a quelli di una droga e questo, spiegherebbe perché è così difficile da controllare e perché genera un senso di frustrazione così intenso quando finisce improvvisamente, soprattutto senza una vera ragione.

Drogati d’amore: cosa dice la scienza?

Come detto in precedenza, l’amore innesca un vero e proprio “cocktail” di sostanze chimiche nel cervello.

Alcuni degli ormoni generati da questa sensazione, chiamati neurotrasmettitori, possono avere un effetto calmante e antistress, proprio come accade assumendo sostanze stupefacenti

È proprio il caso dell’ossitocina, definita “ormone dell’amore”, perché appunto rilasciata dal corpo, durante rapporti sessuali o in caso di contatto fisico.

Anche se, solitamente, i livelli di ossitocina iniziano ad aumentare considerevolmente solo dopo il primo anno di relazione, quindi il neurotrasmettitore aiuta a consolidare le relazioni a lungo termine.

Ma cosa succede nelle prime fasi dell’amore?

Per rispondere a questa domanda, è stato effettuato uno studio, in cui si sono messi a confronto persone che si sono innamorate recentemente, con persone che avevano relazioni durature.

Misurando la carica ormonale, è emerso che le persone che si erano innamorate nei 6 mesi precedenti, avevano livelli molto più elevati di cortisolo, l’ormone dello stress.

Quando, invece, i ricercatori hanno condotto altre misurazione, dopo 12-24 mesi, i livelli erano tornati normali e si erano invece notevolmente alzati quelli dell’ossitocina.

Soffrire d’amore: quali i danni?

Purtroppo, soffrire per amore, comporta danni e ripercussioni non solo a livelli psicologico ma anche a livello fisico, innescando meccanismi, che arrecano problemi al nostro organismo

Ad esempio, ci sono ormoni che se presenti nelle giuste quantità non comportano alcun problema, come il cortisolo. 

Ma, livelli elevati, dovuti allo stress dell’innamoramento o alla fine di una relazione, possono danneggiare il sistema immunitario e portare a un maggior rischio di infezioni.

Inoltre, aumenta anche la possibilità di sviluppare l’ipertensione e il diabete di tipo 2. 

Un eccesso incontrollato di cortisolo, può addirittura compromettere le funzioni cerebrali, la memoria e, secondo alcuni studi, può anche ridurre il volume cerebrale.

Per questi motivi, l’amore viene considerato una vera e propria droga, che porta benefici mentre la si assume, ma appena finisce l’effetto arreca solo danni e stress emotivi e fisici.

Soprattutto, in caso di relazioni problematiche e stressanti o dopo una chiusura non chiarita, comporta l’alterazioni preoccupanti per il nostro fisico.

L’amore non è sempre così bello come ci si aspetta!

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