neuroma di morton

Il neuroma di Morton, è una neuropatia che può interessare uno dei nervi sensitivi interdigitali del piede, più nel dettaglio si tratta di un rigonfiamento a carico del tessuto nervoso che circonda il piede, precisamente tra il terzo e quarto dito. 

La patologia prende il nome dal chirurgo americano Thomas George Morton, che per primo la diagnosticò nell’Ottocento. 

Il neuroma, con il passare del tempo, può portare allo sviluppo di tessuto cicatriziale fibroso intorno al nervo interessato dal disturbo, a causa della continua frizione delle ossa metatarsali adiacenti e del legamento intermetatarsale profondo. 

Si tratta di una patologia degenerativa di un nervo plantare, in quanto si determina un progressivo aumento di diametro del nervo stesso.

È una patologia frequente, che interessa circa l’80% della popolazione e solitamente colpisce pazienti di età compresa tra i 35 e i 50 anni, nella maggior parte dei casi di sesso femminile.

Invece, la possibilità di più neuromi nello stesso piede è assolutamente rara, ma vediamo di capire quali sono i sintomi, le cause e la cure per questa fastidiosa patologia.

Quali sono i sintomi del Neuroma di Morton?

Molti pazienti chiedono come si manifesta e quali sono i sintomi più comuni del neuroma?

Uno dei sintomi più comuni sicuramente, è il forte dolore, insieme a bruciore, intorpidimento o formicolio, sempre a livello della zona interessata. 

Altri sintomi che possono manifestarsi sono ipoestesia, piedi gonfi e stanchi.

Inoltre, in corrispondenza del nervo interessato, si può notare la comparsa di un leggero avvallamento. In alcuni casi, invece, si può percepire la presenza di una massa dovuta allo stesso neuroma, oppure dovuta a un’ eventuale cisti sinoviale ad esso associata.

Sicuramente, però, caratteristico è il dolore persistente e trafittivo, urente, di tipo accessuale, spesso incostante, anche riferito come “scossa elettrica”. 

Nella fasi iniziali, assume un carattere “capriccioso” perché inspiegabilmente alternato a momenti di totale benessere.

Il paziente che avverte questo tipo di dolore arriva ad avere difficoltà anche nella deambulazione e può anche subire un brusco calo della sensibilità degli arti inferiori.

Neuroma di Morton cause: quali sono?

Le esatte e chiare cause di insorgenza della patologia sono purtroppo, ad oggi, ancora sconosciute. 

Però, è stato studiato che possono esistere una concomitanza di fattori, che concorrono l’un con l’altro nel dare origine al disturbo. 

Sicuramente, l’anatomia del piede ha una certa rilevanza, infatti, pare che il neuroma si sviluppi più facilmente in quei soggetti in cui lo spazio fra un metatarso e l’altro è piuttosto ristretto, quindi c’è uno sfregamento maggiore fra il nervo e le ossa metatarsali. 

Per questo stesso motivo, anche la presenza di anomalie e deformità dei piedi possono contribuire allo sviluppo del disturbo.

In ogni caso, esistono anche altre cause di insorgenza del morbo di Morton:

  • Fattori posturali
  • Indossare scarpe troppo strette e/o scarpe col tacco
  • Sollecitazioni ripetute
  • Traumi

Come curare il Neuroma di Morton?

La cura e il trattamento del disturbo può variare in base al momento in cui viene diagnostico. 

Quando la diagnosi è precoce e quando la sintomatologia è presente da meno di 6 mesi, solitamente, si tenta la risoluzione con un trattamento di tipo conservativo che può prevede:

  • Fisioterapia

Una delle tecniche maggiormente utilizzate, che si basa su una terapia manuale di diverse sedute mediante l’ausilio di ultrasuoni o laser ad alta potenza. Oppure con crioterapia, conosciuta come terapia fredda, è una tecnica che fa uso del ghiaccio per mezzo di un meccanismo di induzione, per abbassare la temperatura corporea e curare diversi tipi di patologie.

Infine, si può provare anche con la sclero alcolizzazione, tecnica che consiste nell’iniettare un alcol diluito a livello del neuroma allo scopo di distruggere le guaine del nervo, eliminando così il dolore; si tratta di una tecnica che pare essere efficace nell’80% dei casi.

  • Terapia farmacologica

Spesso, le diverse tecniche di fisioterapia e l’utilizzo di plantari allo scopo di ridurre la compressione della zona, non risultano efficaci; per questo, si prescrive una terapia che prevede l’assunzione di farmaci antinfiammatori, di tipo steroideo o corticosteroide, somministrati mediante infiltrazioni locali in corrispondenza del punto in cui si è formato il neuroma, eventualmente in associazione a farmaci anestetici locali

Tuttavia, è bene precisare che il trattamento con corticosteroidi – soprattutto se effettuato ad alte dosi e se protratto per lunghi periodi – può causare danni ai tendini e ai legamenti del piede. Inoltre, quest’approccio farmacologico potrebbe non essere del tutto risolutivo e, di conseguenza, il dolore potrebbe ripresentarsi dopo qualche tempo.

Allora quale strategia si dovrà adottare per risolvere definitivamente il problema?

Una delle migliori strategie è senza dubbio, l’intervento chirurgico, riservato a quei casi in cui la sintomatologia dura da più di sei mesi e in cui i trattamenti conservativi si sono rivelati inefficaci.

L’intervento consiste sostanzialmente nella rimozione di parte del nervo colpito dalla patologia. In molti casi, la chirurgia può essere risolutiva.

Come tutti gli interventi, ci sono dei rischi e delle complicanze da non sottovalutare ed è possibile che non si riesca ad arrivare al risultato sperato, soprattutto a causa della gravità del morbo, in questi casi sarà fondamentale sempre ascoltare consigli e prescrizione del medico.

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