Urotelio e carcinoma uroteliale

Carcinoma uroteliale

L’urotelio e il carcinoma uroteliale riguardano l’apparato urogenitale. Nello specifico le vie urinarie che hanno la funzione di raccogliere ed espellere gli scarti prodotti dal metabolismo cellulare attraverso le urine. Questa funzione è essenziale alla vita, è quindi indispensabile proteggere questo apparato e i suoi organi.

Urotelio significato

Questo tessuto epiteliale è chiamato anche epitelio di transizione o epitelio urinario o anche uroepitelio. Riveste l’interno sia della vescica che delle vie urinarie. Queste cellule si dividono in tre strati, uno basale direttamente a contatto con la lamina basale, uno strato intermedio e uno strato superficiale. Quest’ultimo ha una forma ad ombrello che gli dà la capacità di adattarsi alla contrazione e relativa dilatazione della vescica, che raccoglie le urine che provengono dai reni. Questo tessuto è ovviamente impermeabile, impedendo così alle urine tossiche di filtrare al di fuori della vescica.

Malattie legate all’urotelio

Lo sviluppo anomalo di queste cellule epiteliali può dar luogo a diverse situazione con esiti più o meno seri.

Metaplasia squamosa urotelio

In questo caso l’epitelio monostratificato si trasforma in un epitelio squamoso pluristratificato. Anche se il nome ce lo farebbe associare ad un tumore, non lo è. Infatti le cellule tumorali subiscono una modifica cromosomica che ne cambia le caratteristiche e in particolare quelle che riguardano la loro crescita e la moltiplicazione. Nel caso della metaplasia la crescita e la replicazione delle cellule rimane tipica delle cellule sane.

Ciononostante, questa condizione va monitorata, perché in alcune rare occasioni potrebbe degenerare in un tumore maligno.

Neoplasie vescicale e carcinoma uroteliale

A differenza della metaplasia, la neoplasia è una forma tumorale, perché è costituita da cellule nuove con un assetto cromosomico modificato. Tuttavia può essere benigno o maligno e può essere definito anche tumore della vescica. Per quanto riguarda il carcinoma vescicale è una forma di cancro che coinvolge le cellule uroteliali ed ha un carattere maligno.

Il tumore alla vescica è la nona neoplasia per frequenza al mondo. Per quanto riguarda il tratto urogenitale è il più comune ed è secondo solo al tumore alla prostata. Colpisce maggiormente gli uomini tra i 60 e 70 anni.

Cause

La principale causa di questo tumore è il fumo di sigaretta. Tant’è vero che rappresenta quasi il 50% dei nuovi casi. L’incidenza può variare in funzione dell’età d’inizio e della quantità di sigarette fumate. Devono passare almeno 15 anni dal momento in cui si è smesso di fumare, perché l’incidenza torni alla pari dei non fumatori. Anche il fumo passivo è un fattore di rischio.

Un’ulteriore fattore accertato, che aumenta l’incidenza di questo tumore, potremmo definirlo di natura professionale. Si è riscontrato un importante impatto nelle persone che sono state esposte a sostanze chimiche industriale in particolare le amine aromatiche e/o quelle adoperate nelle lavorazioni della gomma, dei cavi elettrici, del cuoio, del tessile, nonché delle vernici.

Altre cause sono l’abuso di fenacetina (analgesico), l’uso protratto di ciclofosfamide (terapia per diverse neoplasie), irritazioni croniche (schistosomiasi, cateterizzazione cronica, calcolosi vescicale) e il consumo in grande quantità di fritture e grassi.
Infine nel 7% dei casi si è riscontrato un influenza del corredo genetico come fattore predisponente.

Carcinoma uroteliale sintomi

I primi sintomi possono emergere al momento di una valutazione generale a motivo di un’anemia. Con gli esami delle urine si evidenzia un ematuria, ovvero la presenza nel campione di emoglobina. Questa può essere visibile a occhio nudo (urine di colore rosa) ed è definita macroematuria oppure rilevata solo dai test di laboratorio e in questo caso si parla di microematuria.
Altri segnali sono dati dall’irritazione e disuria al momento della minzione (bruciore, dolore, irregolarità e frequenza), dalla presenza di pus (piuria) e da dolore pelvico, nel qual caso lo stato della neoplasia risulta avanzata, perché generalmente anche palpabile.

Diagnosi

I diversi esami necessari per pervenire ad una diagnosi definitiva sono, in un primo tempo, un esame citologico delle urine. Questo esame prevede, per tre giorni di seguito, la raccolta di un campione di urine che dev’essere messo in un determinato contenitore già predisposto con un fissativo al suo interno. In seguito un’ecografia dell’apparato urinario permetterà di individuare delle neoformazioni superiori a 5 mm. Altri esami utili nell’indagine sulla situazione urologica sono, l’urografia, ma si preferisce spesso la TAC (URO-TC) o la risonanza magnetica (URO-RM) con mezzo di contrasto, per la sua migliore definizione spaziale dell’infiltrazione locale. Infine la cistoscopia, fattibile in ambulatorio e assolutamente indolore, è molto utile per avere una diagnosi rapida e precisa della presenza di nuove formazioni interessante l’urotelio.

Sintomo carcinoma uroteliale, la macroematuria

Categorie di tumori

Il 95% dei casi risulta essere un carcinoma a cellule di transizione, detto anche carcinoma uroteliale. Questo tumore ha lui stesso due tipologie diverse. Il primo definito papillare che si sviluppa verso l’interno della vescica con delle sottili diramazioni simili a dita. Può essere descritto di basso o alto grado, ma anche il carcinoma uroteliale papillare di alto grado rientra comunque nella categoria non muscolo-invasiva. Il secondo, invece, è definito carcinoma piatto e a differenza del tumore papillare questo potrebbe anche estendersi in profondità fino alla tonaca muscolare. Per questo motivo il carcinoma piatto può essere sia muscolo-invasivo che non.

Altri tipi di cancro molto più radi sono l’adenocarcinoma, anche se riguarda sempre le cellule uroteliali, concerne nello specifico le cellule ghiandolari come la prostata. Inoltre, ancora più raro, il carcinoma squamoso primitivo che sembra più connesso alle infezioni da parassiti.

Cura e terapie del tumore alla vescica

Gli interventi da effettuare variano principalmente in funzione della profondità del tumore che è valutata con una biopsia.
Se le infiltrazioni sono non muscolo-invasive, in questo caso le terapie proposte possono essere:

  • cicli di chemioterapie endovescicali;
  • instillazioni endovescicali con BCG (Bacillo della tubercolosi attenuato);
  • instillazioni endovescicali con Mitomicina C (chemioterapico);
  • tecnologia Synergo che oltre ad inoculare il chemioterapico surriscalda la vescica per migliorare la diffusione del farmaco nel tessuto malato;
  • resezione transuretrale, nel caso di neoplasie piccole.

Se, al contrario, le infiltrazioni neoplastiche sono muscolo-invasive, in questo caso l’unica opzione attualmente è la cistectomia radicale o parziale.

Carcinoma uroteliale sopravvivenza

Come nella scelta delle terapie anche qui molto importa la caratteristica del tumore. Se è non muscolo-invasivo si ritiene che, pur essendoci l’eventualità di recidiva, si evolvono raramente in una forma invasiva e, a distanza di 5 anni, si considera una sopravvivenza di circa 90%. Ovviamente molti di loro sono guariti e sono vissuti molto più di 5 anni.

Se il carcinoma è di grado alto, la prognosi è più sfavorevole con una sopravvivenza inferiore al 50% a distanza di 5 anni e per giunta esiste un importante rischio di evoluzione in metastasi.
Tuttavia è importante ricordare che questi dati considerano persone curate 5 anni fa. Da allora sono state messe a punto cure e terapie migliori con aspettative altrettanto migliori per i pazienti.

Diagnosi precoce e prevenzione del tumore uroteliale

Smettere di fumare per prevenire neoplasie uroteliali

Purtroppo attualmente metodi di diagnosi precoce o di screening non sono molto affidabili per la difficoltà esistente nel distinguere le cellule sane da quelle tumorali. Quindi la prima misura di prevenzione è uno stile di vita sano e assolutamente privo di fumo. Per di più nei lavoratori a rischio è importante fare regolarmente dei controlli.