psicologia infantile

Non esistono manuali per diventare perfetti genitori. Ogni bambino è un essere unico, con un proprio carattere e un proprio approccio alla vita. Il giorno che nasce il bambino nascono anche una mamma ed un papà.

La crescita del bambino è un momento molto delicato. Proprio in questo periodo possono presentarsi disturbi comportamentali, blocchi emotivi o difficoltà sociali. In questi casi entra in campo la psicologia infantile che lavora a contatto con i bambini studiando ogni singolo processo di sviluppo.

Psicologia infantile: quando è necessario portare il bambino dallo psicologo infantile

Capire se è il caso o meno di portare il proprio figlio dallo psicologo non è per niente facile.

I campanelli d’allarme sono comportamenti che possono presentarsi quotidianamente senza nessun vero problema dietro. Sta a noi capire se quel comportamento è eccessivo e quindi si necessita di un esperto.

Gli atteggiamenti da monitorare sono: 

isolamento
aggressività
Mangiare - broccoli
difficoltà nel dormire

Spesso, allo psicologo viene affiancata anche un’altra figura molto importante: IL LOGOPEDISTA!

Logopedista: Chi è e Cosa fa

Il logopedista è un medico specializzato nel trattamento delle patologie legate alla comunicazione e al linguaggio, spesso associato a difficoltà di apprendimento e di sviluppo della memoria.

Il compito del logopedista è quello di trovare soluzioni mirate per superare il problema.

E’ una figura molto utile nel caso di:

Importantissimo: anche nel caso di balbuzie, ovvero blocchi involontari nel linguaggio.

In genere compare dai 2 ai 6 anni, ma potrebbe manifestarsi anche in età adulta. Nella maggior parte dei casi è causata da una predisposizione genetica, ovvero potrebbe presentarsi se ne è affetto un parente di primo grado.

Psicologia infantile: sviluppare l’empatia nei bambini

Oltre alle figure professionali, un metodo per superare diversi disturbi è sviluppare al meglio l’empatia dei bambini. L’empatia è una qualità innata, nei primi mesi si manifesta imitando gli altri bambini.

Vi è mai capitato di vedere un bimbo che piange e di punto in bianco piange anche un altro bambino lì presente?

Ecco, proprio quello è il manifestarsi dell’empatia. Dall’anno iniziano a capire che sono persone diverse, infatti se si trovano davanti un bimbo che piange il gesto che viene loro istintivo è quello di donargli il loro peluche preferito.

Dai 2 anni si realizza la vera esperienza empatica, non daranno più il loro peluche ma quello preferito dal bambino interessato. Dai 6 anni in su l’esperienza empatica diventa sempre più complessa stabilizzandosi definitivamente dai 9 anni.

Psicomotricità: come aiuta il bambino

La psicomotricità è importante per potenziare lo sviluppo del bambino in un contesto ludico di gioco, azione e interazione. Favorisce uno sviluppo armonico e completo valorizzando le funzioni motorie, emotive, intellettive e sociali.

La psicomotricità aiuta a spronare i bambini timidi e insicuri e al contrario a far scaricare dalle tensioni i bimbi troppo vivaci con mancanza di attenzione.

E’ utile per far ritrovare il giusto equilibrio tra mente e corpo.

Il logopedista spesso si interfaccia con questa disciplina per migliorare la cura in alcuni suoi pazienti. Questo per favorire l’emotività, la socializzazione, l’integrazione scolastica e l’autonomia.