Fibroma non ossificante – difetto fibroso

Lastra di un fibroma non ossificante tibiale

Il fibroma non ossificante è la più frequente neoplasia benigna delle ossa. Prende anche il nome di difetto fibroso, difetto metafisario fibroso, difetto corticale fibroso e fibroma non osteogenetico.

Questo tumore osseo benigno colpisce i bambini. Si considera che il 30-40% dei giovani tra i 2 e i 18 anni sia interessato da un fibroma osseo non ossificante, ma i maschi rappresentano il doppio della popolazione femminile con questa lesione.

Il nome difetto fibroso della corticale definisce da una parte il tipo di tessuto e dall’altra la sua collocazione. Questa lesione scheletrica presenta una proliferazione di cellule e tessuto disorganizzato dall’aspetto per l’appunto fibroso. La corticale è la zona più opaca dell’osso che sulle radiografie ne delimita la parte spugnosa. È detto anche metafisario perché si trova generalmente sulle ossa lunghe nel tratto tra l’estremità e la parte media dell’osso. I più comuni sono il fibroma non ossificante al femore e alla tibia, in prossimità del ginocchio, ma si può riscontrare anche sul perone, l’omero o il radio. È possibile la presenza di più lesioni, ma solitamente non più di 2 o 3.

A tutt’oggi la causa è ancora sconosciuta. Si ritiene che questo difetto corticale sia legato in quel punto ad un anomalo processo di crescita.

Fibroma Non Ossificante Osso - Sintomi

A differenza della connotazione che abbiamo, pensando ad un tumore, questa neoplasia, oltre ad essere estremamente benigna, è primariamente asintomatica. Nella maggioranza dei casi è scoperta al momento di un controllo radiografico effettuato per altri motivi.

Solo in pochi casi, allorché la lesione supera il 50% del diametro dell’osso, il piccolo paziente potrebbe avere dolore o si potrebbe verificare una frattura causata dall’indebolimento dell’osso.

Difetto corticale fibroso - Cura

Questa lesione scheletrica, essendo normalmente di piccola entità e asintomatica, non necessita di nessuna cura particolare. Il motivo deriva dal fatto che, benché sia della famiglia delle neoplasie, non fa metastasi, non cresce e non degenera. Anzi, con l’avanzare della crescita delle ossa, la parte fibrosa viene riempita da cellule ossee, come si può notare nella foto. Tant’è vero che all’età di 30 anni i fibromi non ossificanti saranno scomparsi. L’unica indicazione sarà un controllo radiografico annuale fino al termine dell’accrescimento scheletrico.

Solo nei rari casi in cui la lesione sia estesa, in particolare in bambini molto piccoli, o in presenza di un dolore costante, si può intervenire sia per evitare fratture accidentali che per lenire il dolore. In queste rare occasione, è preso in considerazione un’intervento chirurgico detto curettage, che consiste nello svuotare la lesione, che viene successivamente riempita con innesti ossei, chiamato borraggio. In questi casi il recupero post-operatorio è veloce e senza praticamente nessun rischio di ricomparsa del fibroma.

Foto: Herget et al., CC BY 4.0, via Wikimedia Commons