Cosa comporta vivere senza tiroide

Vivere senza tiroide

Vivere senza tiroide comporta diversi cambiamenti di cui tener conto. La tiroide insieme alle paratiroidi svolgono una doppia funzione. Da una parte regolano i livelli ormonali tiroidei e dall’altra la calcitonina. La tiroidectomia influenza e cambia irrimediabilmente queste funzioni. Vediamo quali sono le funzioni di questa ghiandola endocrina, perché si decide di intervenire in modo così drastico e cosa comporta.

Funzioni della tiroide

La tiroide ha un ruolo molto complesso e le sue funzioni sono variegate. A livello fisiologico regola:

  • il metabolismo (sintesi e degradazione del colesterolo, degradazione o smaltimento dei grassi corporei o anche la sintesi del glucosio);
  • lo sviluppo cerebrale;
  • lo sviluppo scheletrico;
  • la sintesi delle proteine;
  • lo sviluppo di pelle, apparato pilifero, organi genitali;
  • il battito cardiaco;
  • la temperatura corporea;
  • la produzione delle cellule del sangue.

Quindi comprendiamo bene che togliere la tiroide non è un intervento da fare a cuor leggero.

La tiroidectomia

L’intervento chirurgico solitamente è pianificato nel caso di:

  • cancro (o tumore maligno) della tiroide;
  • noduli tiroidei più o meno numerosi o di un gozzo i quali comportino ipertiroidismo o ipotiroidismo o creino problemi nel respirare o deglutire;
  • morbo di Graves e di Basedow, ipertiroidismo di natura autoimmune.

Tutti questi possono essere il motivo di un’asportazione parziale o totale della ghiandola.

Come menzionato la tiroidectomia può essere praticata rimuovendo tutta la ghiandola o anche solo una parte. In questo caso viene differenziata l’istmectomia, ossia la rimozione della parte centrale della tiroide, detto istmo, che collega i due lobi; oppure emitiroidectomia dove la rimozione conta uno dei due lobi e l’istmo.

Conseguenze e sintomi post-operatori

L’intervento solitamente richiede solo il ricovero di una notte. Alcuni possibili disturbi post-operatori possono essere il collo dolente e la voce debole e roca. Questi problemi normalmente passano dopo pochi giorni.

Ipocalcemia post tiroidectomia

Tuttavia in alcuni casi, siccome le paratiroidi sono irrorate dai soliti vasi sanguigni che nutrivano la tiroide, potrebbero risentire dell’intervento ed essere responsabili di un’ipocalcemia, bassi livelli di calcio.
Se ti chiedi quanto tempo dopo tiroidectomia si stabilizza il calcio, ebbene la risposta è normalmente entro sei mesi, massimo un anno, con o senza apporto calciovitaminico ed è considerata una forma transitoria. Se i livelli di calcio rimangono troppo bassi per più tempo a questo punto sarà considerata definitiva e definita ipoparatiroidismo.

Disfonia funzionale

In alcuni altri occasioni è possibile una disfonia. I nervi laringei sono vicini alla tiroide e con l’intervento possono risentire del trauma e dell’infiammazione dovuti all’operazione. Questa situazione riguarda il 3-5% dei pazienti. Generalmente il disturbo guarisce nel corso di alcune settimane. Solo in pochissimi casi è necessaria una riabilitazione di tipo logopedico specializzata.

Cosa succede quando togli la tiroide

Questa ghiandola endocrina è indispensabile alla vita, perché produce ormoni (T3 e T4) e calcitonina. Queste ormoni essendo essenziali per la sopravvivenza devono assolutamente essere sostituiti a vita da ormoni tiroidei sintetici come per esempio la levotiroxina (T4). Questa viene convertita in ormone T3 negli organi periferici di cui l’organismo non ne distingue la sua natura esogena. Solitamente è necessario assumerla 30 minuti prima di fare colazione.
Esistono diversi protocolli di trattamento, quindi questo dovrà essere stabilito in stretta collaborazione col medico, perché deve tener conto non solo dei livelli ormonali, ma anche di come ci si sente.

Cosa si mangia senza tiroide

In pratica per quanto riguarda l’alimentazione non sono necessarie restrizioni particolari. È possibile che si debba prestare attenzione nella deglutizione all’inizio, ma si può mangiare tutto. Considerando il ruolo della tiroide sul metabolismo spesso ci si chiede se quando si toglie la tiroide si ingrassa.
È vero che la tiroide può aver un ruolo in alcuni casi, ma in una percentuale molto bassa e riguarda principalmente i casi di ipertiroidismo. Di conseguenza l’assenza della tiroide con la corretta terapia, non incide sul peso, ma saranno le corrette abitudini alimentare e la giusta attività fisica a consentire il mantenimento del peso corretto.

Altre conseguenze del vivere senza tiroide

Secondo studi svolti tra il 1978 e il 2018 si è riscontrato una relazione tra le disfunzioni della tiroide e le disfunzioni sessuali. In caso di ipotiroidismo tra il 59-63% degli uomini e il 22-46% delle donne riferiscono disfunzioni sessuali e per quanto riguarda l’ipertiroidismo sono 48-77% dei primi e 44-60% dei secondi. Negli uomini l’ipotiroidismo è correlato all’eiaculazione ritardata, mentre l’ipertiroidismo precoce, nonché un peggioramento della libido. Per le donne le disfunzioni tiroidee hanno effetti negativi sia sul desiderio, l’orgasmo e la soddisfazione sessuale, ma provocano anche una scarsa lubrificazione vaginale e dolori al momento del rapporto. Inoltre per entrambi le disfunzioni endocrini alterano la fertilità.
Se ti chiedi se esiste una relazione tra l’asportazione della tiroide e conseguenze sessuali, possiamo dire di no in presenza di eutiroidismo. Infatti se il quadro endocrinologico è nella norma, non ci sono conseguenze né per i maschi, né per le femmine.

La funzione della tiroide in gravidanza è capitale. Non solo perché valori nella norma favoriscono la fertilità, ma anche per gli importanti cambiamenti che comporta sia per la neomamma che per il nascituro. Quindi in assenza della tiroide è indispensabile prestare grande attenzione all’equilibrio ottimale della terapia sia prima del concepimento che dopo, perché valori sbilanciati possono creare un rischio più alto di aborto.

Tiroidectomia totale e invalidità civile

L’asportazione totale della tiroide non dà a priori il diritto alle agevolazioni previste dalla normativa in termini di invalidità civile. Ovviamente ogni caso va esaminato e sarà necessario un certificato medico in merito. Comunque è bene sottolineare che la legislazione indica che solo nel caso in cui la patologia è invalidante in modo tale da compromettere la capacità produttiva del paziente, si può godere di una percentuale di invalidità civile.
In contro parte si può richiedere al Sistema Sanitario Nazionale l’esonero del pagamento del ticket. A seguito della nota dello specialista, nella fattispecie l’endocrinologo, il SSN assegnerà un codice di esenzione che permette di usufruire di alcune prestazioni gratuitamente. Alcune di queste possono essere:

  • esecuzione di prelievo ematico venoso;
  • indagine diagnostica non invasiva come può essere l’ecografia di testa e collo;
  • esame emocromocitometrico;
  • esame per determinare la quantità di tiroxina libera;
  • esame di alanina aminotransferasi, ossia l’enzima presente nel fegato.